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Un passo nel futuro

Un progetto virtuoso e sostenibile per Vercelli

00 Enerver per l’economia circolare

Enerver è il progetto di costruzione di un impianto per il trattamento e la trasformazione dell’umido organico in biometano avanzato e compost di qualità nella zona industriale di Vercelli. Promosso da Polioli Bioenergy, la newcompany nata nel 2018, Enerver è un progetto all’avanguardia, studiato nel rispetto dei principi dell’economia circolare: permetterà di gestire in maniera più efficace le attività di recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) e del verde, garantendo vantaggi ambientali e risparmi economici per il territorio. Abbiamo presentato un’idea green, che cresce con il territorio e si inserisce nel modello di riduzione degli sprechi e del recupero energetico. L’efficienza dell’impianto porterà concrete ricadute sull’intero comprensorio industriale e sull’intero territorio Vercellese.

Polioli Bioenergy unisce le expertise e le competenze di quattro realtà aziendali italiane operanti principalmente nel settore chimico e dell’energia: GSQUARED Spa, TEKNE BIO Srl, FALMAR CHIMICA Srl, BIOLOGICAL CARE Srl. Polioli Bioenergy si pone sul mercato come un’azienda moderna e virtuosa, che coniuga il suo interesse per l’ambiente con la tecnologia e la ricerca, nel rispetto dei territori e delle comunità in cui opera.


Giacomo Bombardieri

Amministratore Delegato Polioli Bioenergy

01 La risorsa: i rifiuti organici

La raccolta dei rifiuti organici è in crescita continua. In Piemonte solo nel 2017 sono state prodotte 409.527 tonnellate di rifiuti tra FORSU e stralci di verde. Questi dati sono destinati a crescere: secondo le proiezioni definite sulla base dei dati ISPRA 2018, entro il 2025 la percentuale di rifiuti organici aumenterà del 7%, toccando le 670.000 tonnellate/anno. L’aumento costante rappresenta un problema ambientale che non può essere risolto con le tecnologie e gli impianti attuali.


Ma questo problema può diventare un vantaggio per la comunità

Ogni 1.000 Kg di rifiuti organici si possono produrre:

  • 85 mc di Biometano avanzato (60 kg)
  • 200 Kg di compost fertilizzante di alta qualità
  • 40 Kg di CO2
  • 630 Kg di acqua (depurata)


Il progetto di Polioli Bioenergy in breve:

Enerver è un progetto per la costruzione di un impianto di ultima generazione per la trasformazione di rifiuti organici in energia

  1. Biometano avanzato GNL
  2. Compost di qualità
  3. Emissioni ridottissime
  4. Meno rifiuti in discarica

02 Biometano e compost: facciamo chiarezza

Che differenza c’è fra sistema a digestione anaerobica e compostaggio?

Gli impianti di trasformazione dei rifiuti organici con tecnologia wet sono completamente diversi dagli impianti tradizionali di compostaggio, presenti in numero maggiore sul territorio nazionale. Questi ultimi, basati su un sistema di lavorazione obsoleto, inserito in ambiente non isolato, perlopiù all’aria aperta, sono causa di esalazioni maleodoranti e liberano in atmosfera grandi quantitativi di anidride carbonica e metano. Al contrario, un impianto anaerobico abbatte i composti volatili che sono la causa di cattivi odori, producendo biometano utile per la collettività. Lo stesso non si può dire per gli impianti di solo compostaggio. Esistono in Italia numerosi impianti con tecnologia anaerobica - wet che passano totalmente inosservati perché non hanno alcun impatto sui loro territori. Alle porte di Bergamo e di Padova, ad esempio, operano due tra i maggiori impianti d’Europa, con capacità in ingresso fino a 600.000 tonnellate / anno. Entrambi i siti rappresentano esempi virtuosi di efficienza e di rispetto dell’ambiente. Enerver parte da queste esperienze e ne migliora addirittura le performance, investendo in tecnologie di ultima generazione.

03 La tecnica: trasformazione anaerobica

Come trasformare rifiuti organici in energia e compost senza produrre esalazioni?

Nell’impianto Enerver l’organico verrà raccolto in celle ermetiche, totalmente controllate, all’interno delle quali avviene la trasformazione anaerobica (in assenza di aria). Non c’è combustione, né incenerimento. La trasformazione anaerobica infatti è una attività del tutto naturale che sfrutta microrganismi preposti a trasformare i prodotti organici complessi in quei nutrienti semplici e riutilizzabili che sono alla base della catena trofica alimentare. Nell’impianto Enerver questo processo avverrà in appositi fermentatori che permetteranno di recuperare i gas prodotti dal metabolismo dei batteri naturali, impedendo che si disperdano in atmosfera a peggiorare l’effetto serra.


La tecnica Enerver in breve:

  1. Replica processi naturali
  2. Non produce alcuna esalazione
  3. Non rilascia anidride carbonica e metano nell’atmosfera
  4. Non è un impianto di compostaggio a cielo aperto
  5. Non funziona come una discarica, non brucia nulla e non è un termovalorizzatore

04 La tecnologia: efficienza e sostenibilità

Come “pulire” al massimo il rifiuto, avviare e controllare il processo anaerobico senza disperdere nulla nell’ambiente?

Pulizia. L’impianto Enerver avrà all’ingresso un sistema di riconoscimento ottico di ultima generazione per eliminare con la massima precisione tutti i materiali non organici (plastica,legno, inerti…). Le plastiche saranno destinate alla filiera del riciclaggio mentre il resto verrà lavato, asciugato e destinato in discarica.

Digestione. L’organico depurato sarà destinato a 5 digestori anaerobici a emissione zero. La tecnologia scelta garantirà la massima affidabilità, sicurezza ed efficienza convertendo tutto l’organico in biometano.

Depurazione gas. Il prodotto dalla reazione biologica sarà depurato con tecnologie di ultima generazione per ottenere un metano puro che rispetta standard superiori a quelli attuali di rete. L’anidride carbonica separata dal metano potrà essere veicolata al vicino polo chimico in sostituzione della CO2 fossile. Con questa prospettiva Enerver, potrà diventare il primo impianto europeo carbon negative.

Depurazione acque. LLa tecnologia wet adottata da Polioli Bioenergy nell’impianto Enerver permetterà di ottenere acqua pulita e un separato solido puro, senza microplastiche, eccellente ammendante per l’agricoltura, che maturerà in ambienti sigillati.

Odori. La digestione anaerobica abbatte tutti gli odori. Il sistema a scrubber e a biofiltri preverrà ogni possibile impatto odorigeno. L’intero processo avverrà in biocelle ermetiche e in ambienti mantenuti in depressione. I biofiltri sono stati progettati per una aspirazione da 230.000 metri cubi/ora e saranno composti da 1.400 tonnellate di radice di erica. L’aria dell’intero impianto verrà ricambiata 4 volte all’ora.

Cogenerazione. L’impianto Enerver sarà autonomo dal punto di vista energetico (energia elettrica e termica) utilizzando sistemi ad alta efficienza e a basse emissioni.

Sicurezza. Sistemi automatici controllano ogni parte del processo. Le più moderne tecnologie, monitorate 24/7, formeranno dati statistici disponibili on line.


La tecnologia Enerver in breve

  1. Migliore conversione della sostanza organica
  2. Minori emissioni di CO2
  3. Migliore qualità del compost in uscita
  4. Emissione odorigena vicina allo zero
  5. Sterilizzazione degli automezzi in uscita
  6. Meno camion in discarica

05 Sinergie: la riqualificazione del sito chimico

Come rilanciare un’area industriale integrandosi nel tessuto produttivo esistente?

Il progetto Enerver permetterà la riqualificazione dell’attuale sito chimico favorendo lo sviluppo e la riconversione degli impianti esistenti. Non occupa nuovi terreni e non richiede allacciamenti diversi da quelli già in esercizio.
Tre sono le linee strategiche di integrazione:

  1. L’utilizzo del grande sistema di trattamento e depurazione acque esistente;
  2. La riconversione delle attività chimiche in attività non pericolose ed ecocompatibili;
  3. Il surplus di energia green per le aree limitrofe.

06 I numeri: la qualità nella quantità

Quali sono le dimensioni migliori per un progetto sostenibile?

Il progetto Enerver si fonda sulla consapevolezza che soltanto un impianto di medie dimensioni, come quello progettato, può garantire la massima sostenibilità in termini di efficienza, alto livello di sicurezza, economie di scala e quindi costi inferiori per i cittadini sullo smaltimento dei rifiuti.
Il dimensionamento dell’impianto ha permesso a Polioli Bioenergy di destinare un terzo dell’intero investimento in tecnologie per il controllo delle emissioni odorigene e la sanificazione ambientale.

Una scelta imprenditoriale che non potrà mai permettersi un piccolo impianto.

Fra gli scenari futuri è prevista anche la cessione della CO2 separata dal biometano al vicino stabilimento chimico per sviluppare nuove molecole green. Enerver diventerà così il primo impianto Carbon Negative in Europa, sottraendo all’atmosfera ben 3.000 tonnellate / anno di anidride carbonica.


I numeri Enerver in breve

  1. FORSU conferita da provenienza sostenibile, max: 70.000 t/anno
  2. Rifiuti non pericolosi Agroalimentari del territorio, max: 20.000 t/anno
  3. Verde organico, sfalci e cippato della zona rurale, max: 15.000 t/anno
  4. Produzione di biometano a regime max: 4.500 t/anno
  5. Materiale in ingresso: circa 15 autotreni al giorno
  6. Coinvolgimento di circa 40 addetti, tra occupazione diretta e indotto locale
  7. Compost di qualità: 18.000 ton/anno

07 Lo sviluppo sostenibile

Non esiste sviluppo senza sostenibilità, non più.

Con Enerver, Polioli Bioenergy si pone l’obiettivo nel medio periodo di rafforzare le filiere energetiche locali, creando sinergie con realtà locali strategiche, al fine di consolidare il principio dell’economia circolare. In quest’ottica, saremo in grado di fornire energia termica e servizi alle attività limitrofe, con la possibilità di realizzare una stazione di biometano compresso/GNL per i camion di ultima generazione. Inoltre, vogliamo che Enerver sia un progetto trasparente e condiviso anche con le scuole. All’interno dell’impianto, infatti, creeremo strutture adatte a ospitare gli studenti in visita didattica e a organizzare stages specialistici per giovani laureati per fare ricerca nei settori della chimica verde e biologica. Potremo promuovere una sempre maggiore sensibilizzazione alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente. Intendiamo lavorare per raggiungere la sostenibilità, intesa come equilibrio tra salute, benessere, inclusione, pari opportunità e legalità e come mezzo che condurrà alla valorizzazione del territorio, a migliorare la qualità della vita individuale e della collettività. Un vero passo verso un futuro green.


Enerver è un progetto sostenuto da Unionchimica & Partners.
Per maggiori informazioni
Polioli Biowaste srl / p.i. 04324440165

08 Il dialogo con il territorio

Confronto e trasparenza sono due parole chiave che guidano Enever: il dialogo con la comunità è un’importante azione che porta valore aggiunto all’intero progetto. Per questo motivo è stato deciso di coinvolgere istituzioni, imprese, università, terzo settore e tutta la cittadinanza in un percorso con l’obiettivo di:

  • Informare in maniera chiara, completa e approfondita in merito al progetto;
  • Confrontarsi in maniera aperta e trasparente con il territorio, analizzando ragioni, caratteristiche, impatti e ricadute del progetto stesso.

Il percorso sarà coordinato da figure terze, Agnese Bertello e Stefania Lattuille, di Ascolto Attivo srl, garanti della trasparenza del percorso.

Le tappe del percorso

Il percorso è articolato in 3 fasi:
  • un incontro di presentazione delle caratteristiche generali del progetto;
  • alcuni incontri tematici dedicati ad approfondire aspetti specifici del progetto;
  • un incontro di chiusura in cui sarà presentato il documento di sintesi prodotto dalle coordinatrici del percorso di dialogo con il territorio

2° incontro - 21 gennaio 2020

Il secondo incontro si è tenuto il 21 gennaio 2020, ore 17.30 presso il Cnos- FAP Don Bosco di Vercelli.

Gli approfondimenti dell'incontro:
Presentazione Enerver
Report del secondo incontro

1° incontro - 16 dicembre 2019

Il primo incontro si è tenuto il 16 dicembre 2019, ore 18.00 presso il Cnos- FAP Don Bosco di Vercelli.

Gli approfondimenti dell'incontro:
Approfondimento del primo incontro
Report del primo incontro


Tutti i materiali prodotti, i resoconti degli incontri, i documenti e le slide presentate saranno messe a disposizione su queste pagine.

09 Approfondimenti tematici

In questi ultimi anni la green economy è sempre più presente nel dibattito pubblico. Si tratta di un tema complesso e in continua evoluzione, spesso presentato in maniera semplicistica.

Questo spazio è pensato per condividere articoli e materiali che consentono di approfondire i vari aspetti dell’economia circolare, con particolare attenzione al sistema integrato della gestione dei rifiuti, al funzionamento degli impianti di trattamento dei rifiuti, all’utilizzo del compost nelle attività agricole e molto altro.

Articoli e documenti di approfondimento

Sostenibilità: la competenza nascosta del Piemonte

Grammenos Mastrojeni, La Stampa, 29 novembre 2019

Leggi l'articolo on-line
Tutti i segreti dell’impianto Polioli

Roberto Maggio intervista a Federico Frascari
La Stampa - ed. Vercelli, 7 dicembre 2019

Scarica il pdf
Polioli: nessuna letamaia a Vercelli

Gardelli intervista a Giacomo Bombardieri, AD Polioli Bioenergy
La Sesia, 13 dicembre 2019

Scarica il pdf

Video dell’impianto di compostaggio e digestione anaerobico dell’organico di Faedo

 

Economia circolare e trattamento dell’organico - Puntata di Petrolio, RAI 2

 

 

 

10 FAQ – FREQUENTLY ASKED QUESTIONS

A. Aspetti tecnici

1. Che cosa è Enerver?

Enerver è il progetto di costruzione di un impianto per il trattamento e la trasformazione della FORSU (rifiuto umido urbano) e il verde organico in compost e biometano. Promosso da Polioli Bioenergy, Enerver è un progetto di Economia Circolare all’avanguardia che vuole trasformare il rifiuto in “materia prima seconda“ con l’obiettivo di garantire vantaggi ambientali e risparmi economici per tutto il territorio di Vercelli.

2. Che tipologia di rifiuti tratterà? In che quantità?

Tre sono le tipologie di rifiuti trattati:

  • FORSU, ovvero il materiale raccolto dalla raccolta differenziata dell’organico (anche noto come umido), per una quantità pari a 192 tonnellate al giorno (70.000 all’anno).
  • Residui della filiera agroalimentare non pericolosi, per una quantità pari a 55 tonnellate al giorno (20.000 all’anno)
  • Verde organico, ovvero sfalci e cippato della zona rurale, per una quantità pari a 41 tonnellate al giorno (15.000 all’anno)
3. Che cosa produrrà l’impianto?

Per ogni tonnellata di rifiuti si ricava:

  • 60 kg di metano;
  • 200 kg di compost fertilizzante di alta qualità;
  • 40 kg di CO2, destinati al vicino polo chimico;
  • 620 litri d’acqua depurata

L’impianto sarà in grado di produrre dai nostri rifiuti ogni giorno:

  • 50 tonnellate di compost di alta qualità
  • 12,3 tonnellate di Biometano (che permettono di percorrere 222.000 km)
4. Da dove arrivano i rifiuti trattati?

I rifiuti potranno arrivare all’impianto dalla Regione Piemonte ed eventualmente dalle Regioni con essa confinanti. Tuttavia, considerando i dati previsionali sulla crescita della raccolta differenziata, si prevede di impiegare esclusivamente i rifiuti provenienti dal Piemonte.

5. Enerver è un progetto sproporzionato in relazione alle necessità del territorio?

Assolutamente no. L’impianto tratterà 70.000 tonnellate/anno di FORSU; una quantità che, secondo le stime di produzione di FORSU del Piemonte nei prossimi anni (600.000 tonnellate/anno), corrisponde circa al 12% dell’organico totale.

6. Quali sono le previsioni sulla produzione di rifiuti nei prossimi anni?

Ad oggi il Piemonte ha una raccolta di FORSU di 254.000 tonnellate/anno e 131.000 tonnellate/anno di verde, per un totale di rifiuti organici pari a 385.000 tonnellate (fonte: 2017, Osservatorio Regione Rifiuti).

La raccolta pro-capite di FORSU in regione è di 94 kg/abitante; in Veneto, regione assimilabile per tessuto produttivo al Piemonte, la raccolta pro-capite raggiunge i 156 kg/abitante. Possiamo quindi immaginare che la quantità di FORSU raccolta nei prossimi anni in Piemonte si avvicinerà al dato del Veneto.

Qualora, dunque, si ipotizzasse una raccolta del Piemonte a 135 kg/abitante di FORSU (dato probabile), si arriverebbe complessivamente a 450.000 tonnellate/anno di FORSU e 142.000 tonnellate/anno di verde per un TOTALE ORGANICO di 587.000 tonnellate/anno.

Una più ottimistica previsione di raccolta a 150 kg/abitante (concretamente effettuata nel Veneto) porterebbe a 510.000 tonnellate/anno di FORSU e 142.000 tonnellate/anno di verde per un totale di 653.000 tonnellate/anno di rifiuti organici.

Ad oggi (2017 dati ISPRA) la capacità nominale di trattamento del Piemonte è di 277.000 tonnellate/anno di FORSU e 138.000 tonnellate/anno di verde per un totale di 415.000 tonnellate, dunque non adeguata a trattare il totale di organico che si stima verrà prodotto nel prossimo futuro.

Ecco una tabella riepilogativa con i dati analizzati:

 

Regione Piemonte

Dati ISPRA 2017

Stima ISPRA 2025

FORSU pro-capite

94 Kg/anno

150 Kg/anno

FORSU annuale

254.000 tonnellate/anno

510.000 tonnellate/anno

Verde organico

131.000 tonnellate/anno

142.000 tonnellate/anno

Totale

385.000 tonnellate/anno

653.000 tonnellate/anno

Capacità impianti Piemonte

415.000 tonnellate/anno

415.000 tonnellate/anno*

Differenza

+ 30.000 tonnellate/anno

- 238.000 tonnellate/anno

*nel caso in cui non fossero realizzati nuovi impianti

7. Esiste un piano regionale per la gestione della FORSU?

La pianificazione della gestione della FORSU non è demandata né alla Regione né alla Provincia. Nella realtà dei fatti, vi è un “buco” normativo che porta all’assenza di una regia centrale che pianifichi appunto la gestione di tale rifiuto. Si tratta di un limite normativo che grava anche sui soggetti privati che investono nel settore.

8. Quali sono le differenze con gli altri impianti in zona?

In primo luogo, il nostro è un impianto di tipo industriale che adotterà i più alti standard tecnologici disponibili oggi. Altri impianti del territorio sono stati realizzati circa 10 anni fa e sono tipicamente di carattere agricolo con gran parte delle attività di lavorazione e di stoccaggio all’aperto e nessuno o quasi sistema di captazione e trattamento dell’aria.

A differenza degli altri impianti, il progetto Enerver prevede che tutte le lavorazioni avvengano in ambiente confinato e mantenuto in depressione.

9. Quali sono le principali criticità a cui può andare incontro l’impianto?

I potenziali aspetti critici sono diversi e abbiamo cercato di prevederli e risolverli tutti partendo da esperienze dirette.

Un impianto come Enerver ha complessità tecniche, logistiche, operative e gestionali: è una vera e propria industria che deve lavorare e produrre a massima efficienza 365 giorni all’anno.

Per la realizzazione, la progettazione e la gestione sono necessari professionisti esperti e imprenditori capaci. Non sono pochi gli impianti nati e chiusi a causa di vari problemi.

Per ciascuna criticità, abbiamo individuato risposte e soluzioni efficaci, frutto di un lungo lavoro di progettazione e di anni di esperienza nel settore.

Tuttavia, quella che noi riteniamo essere l’unica vera criticità dell’impianto di Enerver insediato a Vercelli sono le emissioni odorigene. In tal senso, il principio di gestione adottato è semplice: non effettuare nessuna operazione all’aperto e depurare tutta l’aria delle aree di lavorazione.

10. Questo impianto annulla discariche e termovalorizzatori?

No, questo impianto gestirà FORSU e Rifiuti agro-alimentari, non rifiuti indifferenziati che oggi vengono smaltiti in discariche e termovalorizzatori.

Tuttavia, la cultura di una corretta e rigorosa raccolta differenziata porterà progressivamente ad avere meno rifiuti indifferenziati e una più virtuosa gestione delle altre classi di rifiuti. Tutto parte dal cittadino e da come questo effettua la raccolta differenziata.

Per favorire una maggiore consapevolezza dell’importanza della corretta gestione del ciclo dei rifiuti, presso l’impianto Enerver potranno essere realizzate visite didattiche di scuole ed istituti di formazione. La struttura potrà essere utilizzata non solo per visite, ma ci auguriamo anche per corsi di formazione legati all’economia circolare.

11. Quali sono le caratteristiche dell’impianto di depurazione?

L’impianto di depurazione oggi installato è ampiamente sovradimensionato per l’attività svolta da Alcoplast.

Il depuratore è stato realizzato ed ampliato nel tempo per trattare le acque ricche di COD provenienti dalle enormi produzioni del passato della ex Polioli.

Con la riduzione dei volumi di acque prodotte da Alcoplast, oggi, la capacità di trattamento del depuratore è ampiamente sottoutilizzata e consentirà, previo aggiornamento tecnico, di trattare le future acque provenienti dall’impianto Enerver.

12. Dove si trova l’aggancio con la rete SNAM in cui dovrebbe confluire il biometano?

L’aggancio alla rete SNAM è collocato sulla strada, in Via Ettore Ara, a pochi metri dal nuovo impianto.

13. È stata valutata la possibilità di produrre energia elettrica?

Quella citata è un’opzione, ma al momento non risulta conveniente, poiché la trasformazione in energia permettere di sfruttare solo il 40-45% dell’energia chimica posseduta dal metano (il resto viene perso in calore e attriti). Veicolando il metano all’autotrazione, per ogni mc immesso in rete si arriva a ridurre un pari quantitativo di metano fossile 1:1.



B. Aspetti tecnici

1. L’attività svolta nell’impianto produce delle emissioni?

Il prodotto della reazione biologica scaturita dalla digestione viene depurato per ottenere metano puro, con qualità migliori rispetto agli standard della reta. La CO2 separata dal metano ammonta a 3.000 tonnellate all’anno. Tuttavia, anche la CO2 è una risorsa importante: si prevede di cedere l’anidride carbonica al vicino stabilimento chimico per lo sviluppo dei processi produttivi.

L’obiettivo è quello di diventare il primo impianto carbon negative in Europa

In un impianto che tratta i rifiuti organici, l’aspetto da controllare e gestire correttamente è quello delle emissioni odorigene.

2. Come vengono gestite le emissioni odorigene?

Le emissioni odorigene sono la principale criticità del processo di trattamento dei rifiuti organici; criticità che può essere controllata e gestita in maniera efficace adottando processi e tecnologie adeguate. Proprio questo è quello che ha fatto Enerver: un terzo dell’intero investimento è stato destinato a tecnologie per il controllo delle emissioni odorigene e la sanificazione ambientaleA differenza dagli impianti tradizionali, come quelli già presenti nell’area di Vercelli, è un impianto anaerobico: nessuna fase del processo avviene all’aria aperta, in questo modo i composti volatili, i principali responsabili del cattivo odore, vengono abbattuti per produrre biometano utile alla collettività.

All’interno dell’impianto sarà presente un sistema scrubber a biofiltri che preverrà ogni possibile impatto odorigeno. L’interno processo avverrà in celle ermetiche. I biofiltri, costituiti principalmente da radici di erica, aspireranno 230.000 metri cubi all’ora e ricambieranno l’aria 4 volte all’ora. Inoltre, è stato previsto un camino  (15 m di altezza) per convogliare verso l’alto le emissioni odorigene.

In Italia sono già presenti impianti che usano la tecnologia wet e passano totalmente inosservati perché non hanno alcun impatto sui loro territori. Ad esempio abbiamo nei pressi di Padova e Bergamo due tra i maggiori impianti d’Europa che trattano fino a 600.000 tonnellate/anno, quantità di gran lunga maggiori rispetto a quelle che tratterà Enerver.

3. Come sono state effettuate le simulazioni sulle emissioni odorigene?

Per l’analisi previsionale dell’impatto olfattivo è stata seguita l’impostazione delineata dalla Deliberazione della Giunta Regionale 9 gennaio 2017, n. 13-4554. In particolare, la scelta del modello di dispersione SPRAY è fatta in accordo all’art. 11 della Parte V.

Ai fini della richiesta autorizzativa depositata in Provincia è stato utilizzato un modello denominato “Valutazione modellistica dell’impatto emissivo” effettuato dall’azienda certificata Simul aria srl e necessario per lo Studio di Impatto Ambientale.

Il modello adottato utilizza un particolare approccio tale per cui, per effettuare le misurazioni, si ipotizzano le peggiori condizioni possibili. Il risultato ci dice che nella peggiore delle condizioni possibili, oltre i 500 mt di distanza dal sito, la percezione delle emissioni odorifere si attesta al di sotto di 1 unità odorigena (praticamente impercettibile ai più).

Per peggiori condizioni possibili ci riferiamo a una simulazione che prevede la coincidenza peggiore di fattori, nello specifico un carico di compost all’esterno della struttura in depressione (possibilità remota).

A 1,5 Km di distanza dal sito, sempre nelle peggiori condizioni possibili, l’odore è totalmente impercettibile.

Nel caso di non presenza di movimentazione compost all’esterno, l’odore è praticamente impercettibile.

4. Perché serve un camino?

L’adozione del camino rappresenta una precisa scelta fatta dall’azienda con l’obiettivo di ridurre ulteriormente la percezione delle emissioni, limitando notevolmente la loro ricaduta al suolo. 

Inoltre, la presenza del camino consente di effettuare la misurazione delle emissioni odorigene con una stazione di prelievo a strumentazioni fisse, in modo da determinare in maniera inequivocabile le emissioni. I dati raccolti saranno a disposizione degli organi di controllo.

Va sottolineato che l’impianto sorgerà nell’area industriale attigua a un impianto chimico, dove sono collocate strutture industriali rilevanti (anche oltre ai 15 m di altezza). Il suo posizionamento all’interno dell’impianto è stato pensato per minimizzare l’impatto visivo. Infine, anche l’altezza prevista è la minima realizzabile al fine di ottenere dei benefici in termini di dispersione in atmosfera dell’aria in uscita.

Perché serve un camino?
5. Vercelli è un territorio dove la ventilazione è molto bassa. In che modo questa caratteristica incide sulla percezione degli odori?

L’aria calda in uscita dal camino tende ad andare verso l’alto e non porta con sé polveri o particelle che possano ricadere al suolo. Inoltre, il vento predominante, anche se modesto, spira in direzione sud, spingendo l’aria lontano dalla città.

6. Come sono protette le falde acquifere?

Tutte le superfici dell’impianto saranno impermeabilizzate.

L’impermeabilizzazione delle superfici aperte garantirà la raccolta delle acque di prima pioggia che verranno utilizzate nel processo di produzione al posto dell’acqua di rete, per minimizzare il consumo di acqua.

L’impermeabilizzazione delle sale interne impedirà qualsiasi tipo di percolamento.

7. Che impatto avrà Enerver sulla viabilità locale?

La scelta del sito è stata fatta anche considerando questo importante fattore: l’impianto dista solo 2,5 Km dal casello Vercelli Ovest e l’intero percorso avviene all’interno dell’area industriale, evitando così qualsiasi tipo di impatto sulla viabilità locale.

Il conferimento delle materie prime seconde, ovvero i rifiuti che diventano nuove materie prime per questo ciclo produttivo, verrà svolto giornalmente da 15 autotreni, i quali verranno lavati ogni volta che porteranno il valore organico.



C. Aspetti legati al territorio e allo sviluppo

1. L’impianto Enerver è necessario al territorio?

Riteniamo di sì per diversi motivi:

  1. A livello occupazionale. L’intera regione Piemonte sta vivendo da tempo una crisi sistemica del tessuto industriale; si tratta di una crisi molto seria – tanto che è possibile che il presidente della Regione Piemonte chieda “lo stato di emergenza occupazionale per la Regione Piemonte”;
  2. Per la gestione delle FORSU Regione Piemonte. Analizzando le stime ufficiali emerge come nella Regione Piemonte, la possibilità di raggiungere un pareggio tra la FORSU raccolta e quella trattata dipenda dalla possibilità di utilizzare sia gli impianti ad oggi attivi, sia gli impianti in fase autorizzativa.
2. Perché farlo a Vercelli, considerando che il territorio è già molto industrializzato?

Il Vercellese, così come tutto il Piemonte, sta attraversando una fase di deindustrializzazione, la cui conseguenza immediata è la presenza di siti industriali abbandonati e degradati.

Il progetto Enerver, a differenza di molte altre iniziative industriali, interviene proprio su questo aspetto, perché l’impianto verrebbe realizzato in un’area industriale esistente ed in crisi. Non verrebbero utilizzati nuovi campi/aree, non verrebbero edificate nuove strutture/servizi, ma verrebbero utilizzati quelli già esistenti ad oggi sottoutilizzati. Inoltre, le sinergie industriali con gli impianti ancora attivi permetterebbero di consolidare l’attività chimica presente, in anni di crisi. Infine, confidiamo nel fatto che la copresenza di industria chimica tradizionale e dell’economia circolare darà vita a nuove importanti iniziative per il territorio.

3. Quali ulteriori sinergie sono immaginabili per valorizzare il polo chimico in cui verrebbe realizzato l’impianto?

Innanzitutto, e molto concretamente, verranno reimpiegate le seguenti infrastrutture:

  • Linea alta pressione Gas (evitando lavori di posa di nuovi tubi in aree verdi),
  • Capannoni ed uffici preesistenti,
  • Linee elettriche,
  • Capace impianto di trattamento delle acque.

In seconda battuta, l’integrazione fra attività chimica tradizionale presente sul sito e la futura attività Enerver, permetterà di sviluppare nuove iniziative alcune delle quali già da subito individuabili:

  • Riutilizzo della CO2 di risulta dal processo di produzione del Biometano (obiettivo diventare uno dei primi impianti Carbon Negative in Europa),
  • Efficientamento delle utenze energetiche (gas-elettricità),
  • Produzione di fertilizzanti organo-minerali.

Questo ultimo aspetto è particolarmente rilevante. Il recente Regolamento Europeo dei Fertilizzanti crea le condizioni affinché la frazione organica di risulta (il Compost) possa essere utilizzata come base per lo sviluppo di una linea di fertilizzanti organo-minerali che sostituiranno quelli interamente chimici ampliamente utilizzati anche sulle colture locali. Una nuova attività quindi con ulteriori ricadute occupazionali.

4. Come potenziare le sinergie con il territorio?

Oltre al già citato tema occupazionale, ed alla possibilità di sviluppare concimi organo-minerali, che potrebbero essere utilizzati sulle colture locali, un upgrade del progetto potrebbe essere quello della liquefazione del Biometano prodotto (che diventerebbe GNL) e la distribuzione locale tramite un distributore di nuova realizzazione.

Le Logistiche locali potrebbero quindi avere a disposizione il GNL; un programma di conversione della flotta di camion tradizionale (alimentata a Diesel) a una più evoluta, e significativamente meno inquinante, alimentata a GNL, comporterebbe un abbattimento sensibile dei gas di scarico del trasporto su gomma. Simile scenario necessiterebbe della collaborazione delle Logistiche locali.

5. Sono previste attività con le scuole?

L’impianto Enerver è stato progettato anche prevedendo visite didattiche ed eventuali classi di approfondimento, quale frutto di collaborazioni con Scuole-Università e/o istituti di ricerca. Crediamo fortemente nella necessità di diffondere la cultura dell’economia circolare e del riciclo fin dalla più giovane età. 

6. Se il progetto avesse esito negativo, quali sarebbero le sorti del sito?

Il sito chimico ha trovato un suo equilibrio economico finanziario. Tuttavia, simile iniziativa indubbiamente aiuterebbe a consolidare l’attuale situazione ed a guardare il futuro con maggior serenità.

7. Quali compensazioni sono previste?

Polioli Bioenergy è intenzionata a prevedere delle compensazioni che verranno affrontate con gli organi competenti. Le modalità attraverso le quali queste possono essere riconosciute sono numerose. La legge vigente vieta che le compensazioni vengano usate direttamente per ridurre la tassa rifiuti. 

8. È possibile fare il conferimento privato?

L’impianto sarà un centro di trattamento dei rifiuti aperto a pubblico e privato. Una volta caratterizzato il rifiuto e prodotta l’apposita documentazione, se compatibile con quanto da noi autorizzato, il privato o il pubblico che lo desideri, potrà conferire legittimamente i propri rifiuti organici. Il recepimento dei rifiuti avverrà tuttavia in camion completi ed attraverso rapporti di fornitura continuativi. Sarà in altre parole impossibile gestire il rifiuto del singolo cittadino sia per aspetti organizzativi che per evidenti diseconomie/ricadute negative in termini di traffico veicolare e conseguentemente inquinamento atmosferico.

9. Come possiamo fidarci di Polioli Bioenergy essendo emanazione della ex Polioli e visti i trascorsi problemi?

La proprietà e l’organo di controllo delle due società sono diversi, così come radicalmente diversa è l’attività di Polioli Bioenergy rispetto a quella della ex Polioli, attuale Alcoplast. Senza entrare nel merito dello storico della Polioli, l’iniziativa di Enerver si colloca nell’ambito della trasformazione di rifiuti, nello specifico FORSU, scarti agroalimentari e sterpaglie, che nulla ha a che vedere con l’attività chimica di Alcoplast. Il progetto, essendo soggetto all’Autorizzazione da parte della Provincia, è sottoposto a VIA (valutazione impatto ambientale), AIA (autorizzazione integrata ambientale) e al vaglio di tutti gli organi tecnici chiamati in causa: Arpa, Vigili del Fuoco, ecc. Il settore del trattamento dei rifiuti è normato in maniera stringente; inoltre gli standard fissati dalla legislazione italiana, in termini di salute, sicurezza ed attenzione all’ambiente, sono tra i più elevati in Europa.

Con Alcoplast verranno condivise infrastrutture, servizi generali di gestione del sito nonché ottimizzazioni in termini energetici, ma le due attività saranno assolutamente divise ed indipendenti.



D. Aspetti economici

1. Il settore biometano è caratterizzato da incentivi importanti, regole non chiare e da un incerto vantaggio economico: come si colloca il progetto in questo quadro?

Ai produttori di biometano non viene riconosciuto un incentivo vero e proprio, vengono invece conferiti dei Certificati di Immissione al Consumo (CIC).

I CIC sono poi venduti, dai produttori di biometano, ad alcuni soggetti specificamente indicati dalla legge, cioè principalmente alle compagnie petrolifere che immettono sul mercato combustibili fossili.

L’obbligo di acquisto dei CIC è proporzionato alla quantità di combustibili fossili immessi sul mercato.

La vendita dei CIC, del Metano e la tariffa di smaltimento dei rifiuti garantiranno la sostenibilità economica del progetto.

2. Quanti posti di lavoro potrà offrire l’attività e quali sono le principali professionalità richieste?

Gli attuali posti di lavoro saranno garantiti, saranno creati, inoltre, circa 40 posti di lavoro nuovo.

Le principali professionalità richieste sono: operai, idraulici, elettricisti, tecnici di impianto e di laboratorio, amministrativi, palisti e commerciali.



E. Aspetti procedurali

1. In quale fase dell’iter si trova il progetto?

Il progetto sta attraversando l’iter autorizzativo previsto dalla Legge.

La richiesta Autorizzativa è stata protocollata presso la Provincia di Vercelli il giorno 6/12/19. Mediamente i tempi autorizzativi possono richiedere fino a 12 mesi.

Il primo incontro della Conferenza dei Servizi è fissato per il giorno 11 marzo 2020.

2. Il progetto può ancora essere modificato?

Sì. L’iter autorizzativo comporta nella grande maggioranza dei casi, la necessità di apportare delle modifiche al progetto.  Se attraverso gli incontri con i cittadini emergessero implementazioni utili al miglioramento del progetto, verrebbero sicuramente prese in considerazione dall’azienda.

3. Quali sono i tempi previsti per la realizzazione del progetto?

A un esito positivo dell’iter autorizzativo, si procederà con la cantierizzazione che potrebbe portare ad avviare l’impianto entro il 31/12/2022.



F. Sicurezza e controlli

1. Cosa succede in caso di incendio? Ci sono emissioni pericolose che potrebbero disperdersi nell’aria?

Nel complesso la probabilità di incendio in simili impianti è generalmente molto bassa. Basti pensare che le matrici in entrata hanno mediamente un contenuto di acqua del 70%, il che le rende difficilmente infiammabili.

Su oltre 10.000 installazioni in tutta Europa, negli ultimi 70 anni, gli incidenti noti legati a incendi sono poche decine e tutti legati a impianti elettrici, motori di cogenerazione obsoleti o principi di autocombustione delle biomasse. In nessun caso, gli incendi hanno interessato gli stoccaggi di gas a bassa pressione.

Il gas presente nei gasometri sovrastanti i digestori è stoccato a bassissima pressione e privo di ossigeno. Gli stoccaggi saranno a norma UNI 10458 e posizionati rispetto ai fabbricati a una distanza di sicurezza come previsto dal DM 03/02/2016.

Se ipotizzassimo un deliberato atto di sabotaggio/attentato, che andasse a rilasciare il gas di uno o più di un gasometro in atmosfera, non vi sarebbero comunque conseguenze per persone o cose: il biogas caldo è, infatti, più leggero dell’aria, andrebbe, pertanto, verso l’alto disperdendosi. Altri gas potenzialmente pericolosi come CO2, H2S e NH3, presenti nel biogas in bassissime concentrazioni, verrebbero ulteriormente diluiti provocando, nella peggiore delle ipotesi, cattivo odore.

Ciò detto, il nuovo impianto sarà dotato di apposito impianto antincendio congruamente dimensionato secondo normativa vigente.

2. Cosa succede nel caso di fessurazioni della struttura, perdite? Come viene manutenuto l’impianto?

L’intera struttura è mantenuta in depressione rispetto all’esterno ed ogni area è munita di sensori di pressione che indicano al sistema dove aumentare o diminuire l’aspirazione dell’aria. Nel caso di fessurazioni potremo individuarle immediatamente e ripararle. Tuttavia, trattandosi di una struttura nuova e avendo dei piani di manutenzione programmati, non pensiamo che il problema possa presentarsi.

3. Cosa succede se si blocca l’impianto?

Tutti gli impianti sono stati realizzati almeno “in doppio” per consentire la manutenzione di ogni parte senza interrompere le attività pro duttive.

4. Come è garantita la sicurezza dei lavoratori

I lavoratori opereranno principalmente in ambienti confinati, non in contatto con i rifiuti trattati. Chiaramente l’impianto opererà nel rispetto delle vigenti Normative del Lavoro.

Anche relativamente alla salubrità del posto del lavoro, l’imponente sistema di aspirazione e purificazione dell’area comporterà quattro ricambi ora dell’aria delle zone coperte, creando delle condizioni di lavoro uniche rispetto a tutti gli altri impianti simili sul mercato.

 

5. Chi controllerà l’andamento delle attività di Enerver?

Gli enti preposti al controllo dell’attività dell’impianto di Enerver sono gli stessi preposti al il controllo delle attività industriali in genere: Vigili del Fuoco, Arpa, Asl, relativamente agli aspetti industriali. Guardia di Finanza, NAS, Dogane, relativamente agli aspetti amministrativi/gestionali.




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